La parete corporea

Quella dei molluschi è composta da tre strati : la cuticola, l’epidermide e i muscoli. La cuticola è composta da vari aminoacidi e proteine sclerotizzate conchine. L’epidermide è formata da uno strato epiteliale di cellule cuboidi o cilindriche quasi sempre provviste di cilia, queste hanno attività secretoria; partecipano alla formazione della cuticola e altre localizzate sulla superficie ventrale muco. Sulla parete dorsale o mantello invece vi sono cellule che costituiscono le ghiandole della conchiglia. Altre cellule epidermiche formano le papille epidermiche strutture recettrici.

 

Fig.1 Parete corporea e conchiglia A Schema parete molluschi. B Componenti conchiglia C Margine della conchiglia del mantello trilobato di un bivalve.

Lo strato muscolare è separato da una membrana basale; esso e formato generalmente da due strati di fibre muscolari lisce : uno circolare esterno , uno diagonale medio ed uno longitudinale interno.

Mantello e cavità del mantello

Il mantello costituisce la parete corporea dorsale. Nelle fasi del suo sviluppo viene a formare la cavità del mantello che contiene le branchie o ctenidi e riceve il materiale fecale nonché i prodotti dei sistemi escretorio e riproduttore. I bivalvi possiedono due cavità del mantello una su ogni lato della massa viscerale e del piede. Le pliche rivestono le conchiglie poste lateralmente e sul lato posteriore formano i sifoni inalanti ed esalanti per il passaggio dell’acqua. Questa viene a contatto con i ctenidi che estraggono materiale alimentare e provvedono agli scambi gassosi. L’acqua viene fatta scorre dal movimento delle cilia . Nei cefalopodi questa funzione è esercitata dalla muscolatura del mantello. Nei calamari e polpi, non essendo il mantello costretto dalla conchiglia, il mantello si contrae e si espande facendo entrare l’acqua nella cavità del mantello e poi la spinge fuori attraverso il sifone dopo che è entrata in contatto con i ctenidi, ano e pori genitali e sistemi escretori, fungendo da sistema di locomozione.

Conchiglia dei molluschi

Anche se la varietà di forma e di dimensioni delle conchiglie dei molluschi sia grande esse sono costituite tutte da carbonato di calcio a strati rivestiti da uno strato di materiale organico chiamato periostraco che è formato da proteine combinate a chinoni (conchine) . Gli strati di calcio sono nella porzione esterna gessosa prismatica ed uno interno lamellare o madreperlaceo non sempre presente in tutte le specie. I pigmenti che vanno a comporre le variegate forme e colori delle conchiglie sembra che possano derivare dai sottoprodotti metabolici, pertanto i colori sarebbero residui di cibo; i pigmenti includono anche porfirine e pirroli. La forma e la complessità delle conchiglie è correlata all’abitat e al comportamento. Ad esempio le conchiglie con spirali basse danno maggiore stabilità col moto ondoso potente, come le conchiglie basse delle patelle sono adatte a resistere alle forti onde. Le conchiglie spesse o rigonfio ed una fessura stretta nei bivalvi sono di protezione dai predatori. I bivalvi hanno due conchiglie, unite dorsalmente da una cerniera, che contengono il corpo e la grande cavità del mantello. Un sottile periostraco ricopre da 2 a 4 strati calcarei composti da argonite  e calcite ed incorporano abbondante materiale organico; il periostraco ed il materiale organico possono rappresentare il 70 % del peso secco della conchiglia. La parte più vecchia della conchiglia detta umbo forma una protuberanza nella parte dorsale, a partire dall’umbo si dipartono le linee concentriche di crescita. Un legamento della cerniera di tipo elastico fissa le due valve. I muscoli adduttori contraendosi fanno chiudere le valve , rilasciandosi per effetto dell’elasticità del legamento le valve si aprono. L’apparato della cerniera comprende incavi e strutture a forma di denti che servono per incastrare le valve, Nei bivalvi i muscoli adduttori sono composti sia da fibre striate che lisce per la contrazione rapida e lenta. Il mantello dei bivalvi si presenta laminare e riveste le superfici interne delle valve e separa la massa viscerale dalla conchiglia. Esso è dotato di tre pliche : interna , mediana ed esterna. La prima è la più grande e contiene i muscoli radiali che fissano il mantello alla conchiglia. La linea palleale è l’impronta sulla superficie interna della conchiglia dovuta all’inserzione del mantello. La plica mediana ha funzione sensorie mentre quella esterna è implicata nella secrezione dei componenti della conchiglia, vi sono cellule responsabili per la formazione del periostraco e quelle per il primo strato calcareo; l’intera superficie del mantello provvede alla formazione del rimanente porzione calcarea più interna della conchiglia. Nel sottile spazio extrapalleale (tra conchiglia e mantello) vengono raccolti e mescolati i materiali secreti per la formazione della conchiglia. Qui se si inserisce materiale estraneo può fungere da nucleo attorno al quale si depositeranno strati concentrici di madreperla.

 

Fig. 2 Sezione laterale A e trasversale B di un chitone (classe Polyplacofora)

 

 

 

Fig. 3 Visione latelale di una chocciola ( classe Gasteropoda)

 

 

 

 

 

Fig. 4 Spaccato visto lateralmente e in sezione trasversale di un bivalve ( classe Bivalva)

Fig. 5 F Visione laterale di un dentale (classe Scafopoda); G Visione laterale di un calamaro (classe Cephalopoda)

 

 

 

 

Fig. 6 Morfologia e terminologia delle conchiglie A chitone con otto valve (visione dorsale) B valve isolate di un chitone gigante( Chryptochiton stelleri) C valva anteriore(visione ventrale)

 

Fig. 7 D valva intermedia chitone visione dorsale e ventrale E

 

Fig. 8 F valva posteriore di chitone (visione laterale)

 

Fig. 9 Interno di valva sinistra di bivalve (classe Bivalvia)

 

Fig. 10 Visione dorsale di un bivalve

 

Le conchiglie degli scafopodi sono tubulari ed affusolate, aperte su ambedue le estremità ; sono generalmente ricurve e la parte concava corrisponde alla superficie dorsale. anche in questi molluschi il mantello è ampio e riveste per intero la parte ventrale della conchiglia . Lo stoma posteriore funge da poro sia afferente che efferente per le correnti d’acqua.

Fig. 11 Anatomia generale di scafopode